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Maestri Silat Seti Hate Terate
Hardjono Turpijn
silatHardjono Turpijn è stato l’alunno dei più grandi maestri indonesiani di cui Hardjo Oetomo (che è all’origine dello stile Setia Hati Terate, ed alza del fondatore dello stile Persaudaraan Setia), di un certo B.P Jeje,( maestro dello stile Kodok “rana”), dei Guru bapak Tönjes e Flor, e di altri ancora…. Guru Turpijn ha appreso dunque diversi stili di Pencak, (Penchak), Silat, lungo la sua formazione. Più tardi, Guru Turpijn ha riunito un gruppo ribelle militare.Turpijn visse tredici anni nella giungla indonesiana e fu membro d’un commando suicida chiamato Parsukan Samber Njawa. Gli uomini del commando erano raggruppati per tre o per cinque che aggredivano i nemici come tante tigri scatenate. Bisognava uccidere presto e bene, torcendo vertebre cervicali o con l’aiuto di spine o speroni taglienti avvelenati fissati su degli anelli. Più tardi, Turpijn entrò nel gruppo politico-militare Barisan Sakti Hati, composto in gran parte da praticanti della scuola Persuadaraan-sétia-hati. Secondo le sue parole, il P.S. non è mai stato una ginnastica acrobatica, ma un’arte marziale dura e pura che doveva essere efficace.
Guru Turpijn introduce il Penchak Silat in Europa, a partire dai Paesi Bassi, negli anni sessanta attraverso la scuola Setia Hati Terate.
Arrivando in Europa, Guru Turpijn aveva già la sua propria visione del Penchak Silat. Il suo “stile” era influenzato molto dalle scuole di Giava Ovest. La sua vita nella giungla, le sue esperienze, le sue formazioni in diverse scuole di Penchak Silat, tutto ciò a permesso a Guru Turpijn di sviluppare un approccio personale del Penchak Silat. Questo naturalmenteè quello che presenta in Europa, la sua visione del Penchak Silat, pratico, di combattimento, dei jurus, dei langhkas che escono della cornice ufficiale della scuola Setia Hati Terate. Poi, Guru Turpijn adatta il Penchak Silat alla morfologia degli europei.
È a partire da questo momento che si crea la “spaccatura” tra lui ed i rappresentanti ufficiali della scuola Sétia Hati Terate in Indonesia. Spaccatura al livello di rappresentazione ufficiale, perché la reputazione di Guru Turpijn è talmente importante che i padroni indonesiani gli lasciano la libertà di creare il suo proprio stile, e lo riconoscono come un molto grande padrone. Il problema, è che il passato di Guru Turpijn è imbarazzante per il nuovo governo e le nuove istanze ufficiali del Penchak Silat, in Indonesia e nel mondo. Per questo i “responsabili ufficiali” del Penchak Silat in Indonesia ed nel mondo, minimizzano il ruolo che ha giocato Guru Turpijn, per lo sviluppo del Penchak Silat.
Guru Turpijn ha creato allora il suo proprio stile che chiama Persaudaraan Setia-Hati-Madiun.

Negli anni 60/70, lo stile è suddiviso in 4 rami:
Persaudaraan Setia Hati, forma tradizionale molto vicino alla scuola originaria,
Persaudaraan Setia Hati Terate (versione personale dello stile Setia Hati Terate),
Persaudaraan Setia Hati Organisassi (associazione), e Persaudaraan Setia Hati Madiun (il suo stile personale).

In definitiva, si trattava di 4 visioni del Penchak Silat, con la stessa base tecnica per tutti. Allora modificò i langhkas, incorporando degli elementi di altre scuole di Penchak Silat, sviluppando il tutto nel rispetto all’efficacia reale.

Creando la sua scuola, Guru Turpijn si tagliò definitivamente delle organizzazioni ufficiali del Penchak Silat, in Indonesia e nel mondo poi. Creò una federazione nei Paesi Bassi, parallela alla federazione ufficiale del posto. Si può affermare che tutti i futuri professori, i membri della scuola Setia Hati Terate in Europa, ed anche di altri stili di Penchak Silat in Europa, tutti sono stati direttamente o indirettamente alunni di Guru Turpijn.
In Francia, è Charles Joussot che diventa il suo rappresentante.
Guru Turpijn è deceduto il 31 luglio 1996.
Il successore ufficiale di Guru Turpijn, per il suo stile, è suo figlio, Tiander Turpijn. Tuttavia, Guru Turpijn attraverso la sua scuola, desiderava che ogni professore possa insegnare la sua propria visione del Penchak Silat, al livello del combattimento reale.
Chiedeva a tutti di lavorare e conservare le forme tradizionali che insegnava, con la possibilità di modificarli… ma di non lasciare mai l’importante parte tradizionale…e di ritornare spesso alla sorgente per progredire nel combattimento reale.



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